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sabato 26 ottobre 2013

DELL'IMPARARE DAGLI ANGELI

L’Angelologia descrive le diverse forme assunte dall’Energia cosmica che entra nel nostro mondo umano e lo vivifica: gli Angelologi chiamano queste forme «Angeli», pensano che siano Settantadue, e le immaginano come porte e portatori di vere e proprie correnti di talenti e di occasioni.
Quanto più conosci questi «Angeli», tanto più li potrai assecondare e far fruttare nella tua vita: a cominciare dal tuo Angelo personale, connesso a te dal tuo giorno di nascita (dalla porta, cioè, che non per caso scegliesti per venire al mondo) e per continuare poi con tutti gli altri settantuno. Quanto più numerosi sono gli Angeli che impari a conoscere, tanto migliori diventano i tuoi rapporti con il prossimo. Impari infatti che cosa puoi o non puoi aspettarti dalle persone, valutando i loro talenti angelici. Impari ad aiutarle, per quanto possibile, richiamando la loro attenzione su quei loro talenti e sulle molte occasioni che avrebbero se li assecondassero.
Impari anche ad apprezzare meglio le convinzioni, le verità altrui: ciascun Angelo infatti delimita anche un orizzonte personale, un punto di vista, un’immagine del mondo funzionale ai talenti che dona a ciascun suo «protetto», e nessuna di queste visuali (di queste verità, appunto) è più o meno vera delle altre; sono semplicemente diverse, e tutte valide parti integranti di quella Verità generale che sarebbe costituita dall’insieme delle Settantadue Verità parziali. Il raggiungimento di questa Verità generale è uno degli scopi più emozionanti che possiamo proporci con lo studio dell’Angelologia.
Via via che scopri e componi – come fossero tessere di un mosaico – le Verità parziali dei vari Angeli, ti accorgi infatti che il tuo mondo interiore si amplia, ed è una sensazione splendida: cominci a considerare il tuo io non più come un territorio da difendere dagli altri, ma come un tuo strumento, adoperato in questa vita da un Io più grande – e solo in questo Io più grande cominci a identificarti. Più piccoli di prima cominciano ad apparirti i tuoi problemi, conflitti e difetti; e assai più grandi, invece, le tue aspirazioni, i tuoi sogni, i tuoi ideali. Cresce la tua consapevolezza di te e della realtà, e questa crescita di consapevolezza va di pari passo con la riscoperta di quelle strutture e sorgenti di sapienza che la Qabbalah raffigura nelle Sephiroth.
È davvero come se l’Albero della Vita crescesse in te. E dove la scoperta di quelle Verità angeliche è frenata (e tutti hanno tali zone bloccate, opache: tutti trovano incomprensibile qualche Angelo…), là si nascondono i principali tesori: là puoi scoprire cioè, con un po’ di pazienza, tue resistenze, tue ferite da guarire, tue domande non
ancora affrontate, che fino a oggi ti avevano fatto apparire certe Verità, certe persone, certe situazioni, certi settori, insomma, del mondo come ostili o a te vietati. E sono appunto quei settori impersonati dall’Angelo che non riesci ancora a capire. Riflettici meglio, chiedi aiuto a Washariyah, l’Angelo-lente, e apri anche quelle porte.

I. Sibaldi "Istruzioni per gli Angeli

giovedì 10 ottobre 2013

La Qabbalah

Foto di serma1964
Non ci sono insegnamenti da dare,anche perchè è impossibile insegnare certi argomenti,niente maestri e niente allievi,solo la speranza che in coloro che leggono si desti quella conoscenza come se ci fosse sempre stata,in stato latente.
Lo studio della Kabbalah rientra precisamente in questo aspetto della conoscenza. Che cos'è ? E' una tradizione orale che ha origine nell'antico Egitto di circa 15.000 anni prima di Cristo. E' imperniata sull'alfabeto ebraico letto in chiave geroglifica,e come tale grande strumento di meditazione,di studio esoterico dei simboli e degli antichi misteri.Nessuno può dirsi realmente esperto di angelologia e di tarocchi se non ha affrontato il percorso,per niente semplice perchè troppo facile, della Kabbalah e dell'ebraico antico.
Se si parla di Kabbalah non si può non parlare dell'Albero della Vita, di cui si parla nella Bibbia, che Yhwh (Dio) vuole tener precluso ad Adamo perchè lo avrebbe fatto vivere in eterno.
Quasi fosse un albero di Natale,esso è composto di 11 sfere colorate (sephiroth) tutte collegate da canali che rappresentano il percorso che l'Uomo fa per arrivare all'ultima sfera,quella più in basso (chiamata Malkut) che è la sua dimensione terrena.
Lì si arriva nascendo e da lì si risale alla fine della vita,ripercorrendo l'itinerario a ritroso dal basso in alto,per poi decidere se restare beatamente nell'Infinito o se tornare giù a fare qualche altra esperienza,in cerca di riscatto,di penitenza,o in missione.
Quanto al vivere in eterno,bisogna intendersi:non significa vivere senza morire mai per un tempo infinito (anche perchè risulterebbe abbastanza noioso...),ma vivere nell'eterno,in una dimensione senza tempo in cui ogni singolo attimo è infinito. Ed è proprio questo che non poteva andar bene a Yhwh,perchè così facendo gli uomini sarebbero diventati come Lui.